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A/R, Losanna-Ginevra

Una telefonata in un B&B di Cambridge e via, una ventata di novita’ ti scuote dalla testa ai piedi. C’est la vie, les amis. E poi succede che, proprio quando tutto sembra andare nel verso giusto, le belle notizie ti si presentano tutte insieme davanti alla porta e tu non sai chi fare entrare prima. Chiaro, le vorresti tutte intorno al tavolo a bere e pasteggiare insieme a te. Ma non e’ cosi’ che van le cose; e allora fai una scelta.

Il 13 aprile 2012 ho preso la palla al balzo e sono tornata in Confederazione, con una duplice intenzione: 1)  esplorare e progettare (dalla stessa stanza e non piu’ via Skype)  insieme al mio compagno di viaggi preferito e 2)  seminare nuova conoscenza da raccogliere e usare laddove, prima o poi, mi installero’.

La strada e’ in salita, irta di bivi e personaggi che mi parleranno in lingue sconosciute. Ma nel mio zaino le storie di coloro che prima di me hanno camminato, a passo lento e con saggezza, sulla stessa rotta convivono con i desideri e le speranze odierne e future.  La marcia ha una direzione precisa; ed e’ con questa prospettiva che puo’ partire  la nuova avventura!

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Quello che i giornali svizzeri non dicono…

Tutte le sacrosante mattine prendo il treno per andare a Ginevra. E, ogni volta che mi accingo a posare le terga sul sedile imbottito rosso amaranto, a occupare illecitamente il mio posto c’è il 20 minutes, ovvero la brutta copia dei nostrani Metro, Leggo & City. Ora, non che sia mai stata una fan dei free press, ma da quando sono diventata una pendolare elvetica ho iniziato ad apprezzarne la qualità e una seppur minima utilità sociale.
Gustatevi ora questa selezione di notizie apparse nell’edizione odierna del 20 minutes e non vi sarà difficile capire la ragione del mio moto campanilista. Continua a leggere

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… e blog sia!

Emigrata da qualche mese nella vicina e irreale (nel bene e nel male) Confederazione Elvetica, proseguo con passo da viaggiatrice alla ricerca della mia strada… Col cuore e la ragione che affondano sempre di più le loro radici nella Penisola delle Banane, solo una cosa può salvarmi dalla nebbia che di tanto in tanto mi circonda: aprire un blog! Dopo tante parole lanciate per aria circa questa intenzione, amici miei [e qui, dietro le quinte, faccio l’occhiolino a Donty], ecco finalmente realizzato il malfatto.

Sarà un cannocchiale, per osservare più da vicino quello che mi capita; un calamaio, per metter per iscritto pensieri&parole da condividere; una tela su cui dipingere speranze; un megafono per diffondere le belle notizie. Circapiùomenoquasi, vorrei scrivere di: vite migranti e intercultura, impegno sociale dentro e fuori dal web, greenlife ed economia alternativa…

È il momento di partire… Sulle note di Gian Maria Testa, buone letture!

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