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“ECOnfederazione – Diario dalla Svizzera”… Perché?

Accusata di essere troppo critica nei confronti della Svizzera; minacciata (esagerati!) di comparsa precoce di rughe se non avessi smesso di lamentarmi di quello che della Confederazione proprio non mi va giù, ho deciso di accogliere la sfida della positività e di mettere per iscritto i motivi per cui si dovrebbe prendere esempio da quest’enclave nel cuore dell’Europa unita.

Dopo giorni e giorni di riflessioni, ho capito che se c’è una cosa per cui gli elvetici sono da ammirare è la loro capacità di amare il posto in cui vivono. Un “amore” che fa rima con rispetto, qualità in via d’estinzione nel Bel Paese.

Quando, lo scorso anno, amici e conoscenti mi facevano la seguente domanda “Allora come ti trovi in Svizzera? Ti piace il paesaggio?”, io non riuscivo a fare meno di irritarmi. M’indignava pensare che un popolo fosse convinto che uno dei parametri più importanti per misurare la qualità della vita fosse “il paesaggio”. Ebbene, la mia ira era ingiustificata. Apprezzare, valorizzare e curare l’ambiente è un esercizio di civiltà e democrazia equivalente a garantire a tutti uno stile di vita dignitoso (e sano).

Ecco allora la decisione di aprire un blog su Eco dalle Città per raccontare le storie di quella Svizzera che mi piace, che ammiro e da cui c’è da imparare. Ecco allora spiegata la scelta del titolo “ECOnfederazione – Diario dalla Svizzera” declinato secondo questa presentazione: “Diario di un’italiana emigrata in svizzera dal cuore umanitario, le gambe ecologiche e la vista polemica. Cosa c’è da imparare da un paese-paradiso fiscale che parla tre lingue non-comunicanti tra loro, è incapace di avere un giornale nazionale ma ha il servizio militare obbligatorio? C’è da imparare, ad esempio, ad amare di più il luogo in cui si vive; laddove “amore” sta per rispetto”.

All’incirca una volta alla settimana utilizzerò questa finestra per esercitare la mente e il mio sguardo – famosi per essere critici e polemici – a cambiare direzione. Leggetemi, se vi va. Prometto che sarò breve e il più possibile divertente.

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One way: except cycles!

Come già accade nel resto d’Europa (UK, Francia, Germania…) anche in Italia le biciclette potranno circolare in entrambi i sensi di marcia nelle strade a senso unico delle Zone 30. Una bella notizia per chi quotidianamente affronta la gincana cittadina animata da traffico compulsivo, semafori, piste ciclabili occupate da veicoli o interrotte da pali della luce. Tiè agli automobilisti! Continua a leggere

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“Non dirmi che sulla Terra hanno ancora le macchine?!?”


Un film – divertente, rilassante e utile – che consiglio a tutti di vedere e fare vedere: “La belle verte” (Il pianeta verde, in italiano) della regista e attrice francese Coline Serreau. Se fossi in voi, ci organizzerei proprio un cineforum, accompagnato da un bell’aperitivo (come solo i torinesi sanno fare) a base di prodotti di stagione e a km0. Sì, perché questo film deve essere celebrato, per la semplicità con cui mette lo spettatore di fronte alla ridicolaggine dei tempi moderni, abitati da una specie umana inquinata e malata (nel fisico e nell’anima), sedentaria ed egoista. La Serreau non critica con presunzione né insiste sulla negatività della nostra epoca. Al contrario, il suo lungometraggio contiene tante sequenze piene di bellezza e positività, che tracceranno dai primi minuti un sorriso indelebile sui vostri volti; e i dialoghi saggi, nella loro semplicità, vi lasceranno un senso di pace e serenità. “La belle verte” è davvero un bel film, adatto a tutte le età, educativo e “impegnato”, ma per nulla noioso!, e perfetto per concedersi un paio di ore di relax e svago. Non voglio aggiungere più nulla. Guardatevi il film (disponibile in italiano nella versione integrale su YouTube) e poi fatemi sapere che ne pensate. Buona visione!

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Come fare il sapone in casa: una ricetta semplice e veloce!

La scorsa settimana io e Paolo ci siamo dedicati ai regali di Natale: quest’anno, sapone casalingo per tutti!

Nella foto, vedete il risultato del nostro lavoro. Fare il sapone in casa è facile e veloce. Noi abbiamo seguito il cosiddetto “metodo a freddo”, il sistema più semplice e immediato per preparare il sapone (contate un paio d’ore al massimo per la lavorazione e poco meno di due mesi di stagionatura). Questa tecnica sfrutta il calore naturale, prodotto dalla reazione tra la soda caustica e l’olio d’oliva, che deve essere controllato e soprattutto mantenuto il più a lungo possibile perché possa svolgere il suo compito di saponificazione (ovvero la trasformazione dei grassi in sapone). Sappiate che per ottenere un buon sapone a freddo è necessario: pesare con assoluta precisione gli ingredienti (anche la minima differenza può rovinare il tutto!); miscelare l’olio e la soda caustica alla temperatura ottimale (e solo a quella!) di 45°; isolare in un luogo caldo gli stampi con il sapone nelle prime 48 ore perché il calore naturale non si disperda.

[Prima di condividere con voi la ricetta, vorrei giusto precisare che su internet si trovano tantissimi link con le istruzioni sulla saponificazione casalinga. Considerate dunque questo post come uno dei tanti modi di sperimentarla.] E ora, buona lettura!

Ingredienti
* 1 kg di olio di oliva (preferite quello semplice all’extra vergine perché è piú raffinato e contiene meno sostanze che ostacolano la saponificazione)
* 128 gr di soda caustica in forma cristallina (è la sostanza che permette la saponificazione e la si trova facilmente nei supermercati, insieme ai prodotti per la casa; da maneggiare con cura!)
* 300 gr di acqua (distillata o del rubinetto)
* 10 ml di olio essenziale al gusto che preferite (noi abbiamo scelto il lime)
* 1 cucchiaio di fiori secchi di lavanda tritati Continua a leggere

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