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Ginevra, al via l’XI edizione del film festival sui diritti umani

Fifdh2013_LocandinaSi è svolta venerdì 1 marzo la cerimonia di apertura dell’XI edizione del Festival du film et forum international sur les droits humains (Fifdh) che come ogni anno la città di Ginevra ospita con grande orgoglio e partecipazione. Appuntamento imperdibile per tutti gli attori impegnati nella difesa dei valori umani e dei diritti dell’uomo, il Festival vuole celebrare e onorare quegli “artisti resistenti” che attraverso le loro opere creano un movimento di consapevolezza e indignazione capace di «sconvolgere l’ordine delle cose» – per usare le parole del direttore generale del Fifdh Léo Kaneman.

La manifestazione porta con sé una grande responsabilità: «Protestare contro la politica dei due pesi e due misure imposta dalle ragioni di Stato», come ha dichiarato Kaneman durante la cerimonia di apertura del Festival. «Come giustificare il folgorante intervento in Mali per mettere fine al terrorismo islamico di fronte al vergognoso immobilismo della comunità internazionale davanti ai crimini perpetuati da Bashar-El-Assad? Come spiegare il silenzio internazionale sui crimini del presidente dell’Uzbekistan Islom Karimov, a capo della peggiore dittatura dell’Asia centrale?».

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“ECOnfederazione – Diario dalla Svizzera”… Perché?

Accusata di essere troppo critica nei confronti della Svizzera; minacciata (esagerati!) di comparsa precoce di rughe se non avessi smesso di lamentarmi di quello che della Confederazione proprio non mi va giù, ho deciso di accogliere la sfida della positività e di mettere per iscritto i motivi per cui si dovrebbe prendere esempio da quest’enclave nel cuore dell’Europa unita.

Dopo giorni e giorni di riflessioni, ho capito che se c’è una cosa per cui gli elvetici sono da ammirare è la loro capacità di amare il posto in cui vivono. Un “amore” che fa rima con rispetto, qualità in via d’estinzione nel Bel Paese.

Quando, lo scorso anno, amici e conoscenti mi facevano la seguente domanda “Allora come ti trovi in Svizzera? Ti piace il paesaggio?”, io non riuscivo a fare meno di irritarmi. M’indignava pensare che un popolo fosse convinto che uno dei parametri più importanti per misurare la qualità della vita fosse “il paesaggio”. Ebbene, la mia ira era ingiustificata. Apprezzare, valorizzare e curare l’ambiente è un esercizio di civiltà e democrazia equivalente a garantire a tutti uno stile di vita dignitoso (e sano).

Ecco allora la decisione di aprire un blog su Eco dalle Città per raccontare le storie di quella Svizzera che mi piace, che ammiro e da cui c’è da imparare. Ecco allora spiegata la scelta del titolo “ECOnfederazione – Diario dalla Svizzera” declinato secondo questa presentazione: “Diario di un’italiana emigrata in svizzera dal cuore umanitario, le gambe ecologiche e la vista polemica. Cosa c’è da imparare da un paese-paradiso fiscale che parla tre lingue non-comunicanti tra loro, è incapace di avere un giornale nazionale ma ha il servizio militare obbligatorio? C’è da imparare, ad esempio, ad amare di più il luogo in cui si vive; laddove “amore” sta per rispetto”.

All’incirca una volta alla settimana utilizzerò questa finestra per esercitare la mente e il mio sguardo – famosi per essere critici e polemici – a cambiare direzione. Leggetemi, se vi va. Prometto che sarò breve e il più possibile divertente.

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A/R, Losanna-Ginevra

Una telefonata in un B&B di Cambridge e via, una ventata di novita’ ti scuote dalla testa ai piedi. C’est la vie, les amis. E poi succede che, proprio quando tutto sembra andare nel verso giusto, le belle notizie ti si presentano tutte insieme davanti alla porta e tu non sai chi fare entrare prima. Chiaro, le vorresti tutte intorno al tavolo a bere e pasteggiare insieme a te. Ma non e’ cosi’ che van le cose; e allora fai una scelta.

Il 13 aprile 2012 ho preso la palla al balzo e sono tornata in Confederazione, con una duplice intenzione: 1)  esplorare e progettare (dalla stessa stanza e non piu’ via Skype)  insieme al mio compagno di viaggi preferito e 2)  seminare nuova conoscenza da raccogliere e usare laddove, prima o poi, mi installero’.

La strada e’ in salita, irta di bivi e personaggi che mi parleranno in lingue sconosciute. Ma nel mio zaino le storie di coloro che prima di me hanno camminato, a passo lento e con saggezza, sulla stessa rotta convivono con i desideri e le speranze odierne e future.  La marcia ha una direzione precisa; ed e’ con questa prospettiva che puo’ partire  la nuova avventura!

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Imprese di tutto il mondo, Watch Out!

Questa settimana prende il via la 42sima edizione del World Economic Forum, l’annuale appuntamento che – per citare il sito ufficiale dell’evento – “incoraggia le imprese, i governi e la società civile a lavorare insieme per migliorare la situazione mondiale” e allo stesso tempo – per citare il Guardian – “concentra in un metro quadrato più miliardari che in ogni altro angolo della terra”. Sede del vertice si riconferma Davos, il resort sciistico più chic della Svizzera a 1.500 metri d’altitudine, per l’occasione militarizzato da 5.000 soldati. Immancabili i contestatori del summit, protagonisti del movimento “Occupy WEF” (@Occupy_WEF), che hanno deciso di marcare la loro presenza costruendo un vero e proprio campeggio di igloo fuori dal modernissimo centro congressi di Davos, per opporsi ancora una volta all’élite economica mondiale.

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