Perugia #ijf12: le cose che ho imparato

Mattia, Serena e Donata – Inviati VpS al Festival. Photo by @dontyna

La scorsa settimana ho fatto un salto a Perugia per il Festival di giornalismo #ijf12. Se dovessi raccontare questa esperienza in numeri, sarebbero questi: 14 ore di autostrada, 2 compagni di viaggio, 3 giornate di conferenze e workshop, 1 intervista, 1 articolo pubblicato, 1 mini-metro, 0,90 centesimi di pizza margherita, 1 pranzo in trattoria, 50 minuti di camminata per tornare all’ostello, camerata numero 7.

Era la prima volta che andavo a Perugia per starci più di quella mezzora che scandisce la partenza della marcia della pace Perugia-Assisi. Ma era anche la prima volta che partecipavo a un evento del genere. Tra le tante parole ascoltate e pronunciate da guru di fama internazionale, provo a elencare 8 insegnamenti – riflessioni che mi sono portata a casa.

1.Vale la pena mettersi a scrivere quando si ha una storia da raccontare. Come quella narrata che da @Isabelwilkerson, vincitrice del premio Pulitzer.

2. Solo la passione per quello che si sta scrivendo permette di fare un buon lavoro. La stessa passione è una condizione necessaria per l’approfondimento della tematica di cui si vuole parlare. E approfondire porta a raccontare la verità. “Non puoi servire il bene pubblico senza servire la verità” diceva il giornalista Carl Bernstein.

3. Usare i social media a patto che si verifichi sempre da dove proviene l’informazione. Twitter, ad esempio, deve essere un punto di partenza e mai un approdo. “La parola chiave è indagare: chi ha postato quel tweet che mi interessa? perché lo ha fatto? che cosa voleva dire? e da quale contesto scrive?” by @jessradio

4. “Libertà di espressione significa poter analizzare e interpretare i fatti secondo le più diverse chiavi di lettura” ha esclamato Daniele Vicari, regista di Diaz, spiegando le ragioni del suo film.

5. Quando le donne parlano di se stesse e del loro ruolo nella società, discriminato e sottovalutato, si dimenticano spesso di invitare a intervenire gli uomini. Se lo facessero, creando innanzitutto sul palco quella situazione di parità di genere desiderata, sarebbero più credibili. E cito @arualanips: “La rete è femmina, e ne stanno uscendo bene gli uomini più femminili – Petrillo #ijf12 Però ste cose le dicono sempre le fumne?”

6. Il mondo del no profit si parla troppo poco ed è autoreferenziale. Solo le “multinazionali dell’umanitario” hanno voce in capitolo (e nonostante ciò, non sono certo armate di microfono): tutto il resto rimane in silenzio. Valerio Neri, presidente di Save The Children Italia ha dichiarato: “Il valore economico che il non profit muove in un anno è di 67 miliardi. Le persone impiegate sono 650mila. Almeno il 20% della popolazione italiana ha fatto una donazione. E’ l’unico mercato italiano in crescita. Se i media si devono occupare delle cose più importanti per l’Italia, beh, queste sono importanti. Dobbiamo diventare più forti a livello politico. Siamo male organizzati come movimento, dobbiamo unirci”.

7. Se nella prossima vita diventerò un’organizzatrice di festival, farò in modo che l’accessibilità agli incontri sia la parola d’ordine: alle stanze barocche e affrescate nelle viscere dei palazzi storici preferirò i teatri, i cinema o le università; ai cartelli invisibili che ti dicono che sei arrivato nel posto giusto solo quando hai varcato il portone sostituirò gruppi di volontari e una segnaletica un po’ più friendly… Infine, non chiederò MAI a Unicredit, Nestlè ed Enel o Tim di finanziarmi!!

8. Nonostante non sia più una talebana dell’anti-tecnologia, continua a darmi un certo fastidio vedere le persone che mi stanno accanto chine sui propri iPad o iPhone, ossessionate dall’aggiornamento in diretta sui social network. Non c’è niente di male a condividere le informazioni con un pubblico vasto e lontano, a una sola condizione però: che non ci si dimentichi di rivolgere la parola al proprio vicino di tavolo, di sedia, di autobus.

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2 commenti

Archiviato in Vita da giornalista

2 risposte a “Perugia #ijf12: le cose che ho imparato

  1. Cristina

    Entusiasmo e professionalità, sempre interessante seguirvi!

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