Imprese di tutto il mondo, Watch Out!

Questa settimana prende il via la 42sima edizione del World Economic Forum, l’annuale appuntamento che – per citare il sito ufficiale dell’evento – “incoraggia le imprese, i governi e la società civile a lavorare insieme per migliorare la situazione mondiale” e allo stesso tempo – per citare il Guardian – “concentra in un metro quadrato più miliardari che in ogni altro angolo della terra”. Sede del vertice si riconferma Davos, il resort sciistico più chic della Svizzera a 1.500 metri d’altitudine, per l’occasione militarizzato da 5.000 soldati. Immancabili i contestatori del summit, protagonisti del movimento “Occupy WEF” (@Occupy_WEF), che hanno deciso di marcare la loro presenza costruendo un vero e proprio campeggio di igloo fuori dal modernissimo centro congressi di Davos, per opporsi ancora una volta all’élite economica mondiale.

La contestazione arriva anche da fuori i confini super controllati di Davos. Come ogni anno in occasione del meeting, Greenpeace Svizzera e l’associazione elvetica Déclaration de Berne hanno lanciato la campagna The Public Eye Awards, un sondaggio pubblico per votare l’impresa più irresponsabile dell’anno in materia di rispetto di diritti umani e ambiente. Una giuria eletta dalle due associazioni ha dato le nomination come peggiori multinazionali del 2011 a sei compagnie: Barclays (GB), Freeport McMoran (USA), Samsung (Corea del Sud), Tepco (Giappone), Vale (Brasile) e Syngenta (Svizzera). Spetterà alla società civile stabilire a chi dare la maglia nera per scelleratezza. Per il momento la nominata che ha ricevuto più voti è la Tepco, la compagnia elettrica giapponese che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima. Alla fine di gennaio, durante il WEF a Davos, Greenpeace e Déclaration de Berne organizzeranno una conferenza stampa per annunciare pubblicamente la vincitrice. Nell’attesa, si può curiosare nella pagina dedicata alle vincitrici degli anni passati: tra i brand più conosciuti troviamo le case farmaceutiche Roche (2010) e Novartis (2007), la Walt Disney (2006), Shell (2005) e l’impero di Wal Mart (2005).

Ma l’impegno delle Ong svizzere non finisce qui. Amnesty International, insieme ad altre 50 associazioni, ha realizzato la campagna “Droit sans frontières”, per chiedere al Consiglio federale e al Parlamento svizzero di adottare leggi che vincolino maggiormente le imprese che hanno la loro sede in Svizzera al rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Berk! Ça suffit! Vilaines entreprises! è il video che circola in rete per sensibilizzare alla firma della petizione. Che succede quando si tengono al guinzaglio le multinazionali senza scrupoli?
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1 Commento

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Una risposta a “Imprese di tutto il mondo, Watch Out!

  1. The Public Eye Award ha alla fine nominato come imprese peggiori dell’anno la banca inglese Barclays – accusata di realizzare i suoi profiti sulle spalle delle popolazioni più povere, speculando sulle materie prime alimentari – e Vale, impresa brasiliana la cui partecipazione alla costruzione della mostruosa diga di Belo Monte non è che l’ultimo capitolo di una storia marcata da un comportamento irreponsabile. In occasione della premiazione, l’invitato speciale Joseph E. Stiglitz ha dichiarato che per proteggere il nostro pianeta e la nostra società sono necessarie due cose fondamentali: imporre regolamenti pubblici, per lottare contro gli abusi, e ripensare la concezione di interesse idividuale. Per citare le sue parole: “The earth’s most privileged individuals and societies will not remain forever insulated from consequences. It is in everyone’s interest – even the richest 1% – that our planet thrive, that the divide between the haves and the have-nots not be too excessive. For firms, this entails corporate responsibility, going beyond the minimum required by the law to protect the environment, to treat workers with decency and fairness, not to exploit all the advantages that asymmetries in bargaining might afford. And it entails advocating for legal frameworks that protect labor and the environment from less responsible firms”.

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