Quello che i giornali svizzeri non dicono…

Tutte le sacrosante mattine prendo il treno per andare a Ginevra. E, ogni volta che mi accingo a posare le terga sul sedile imbottito rosso amaranto, a occupare illecitamente il mio posto c’è il 20 minutes, ovvero la brutta copia dei nostrani Metro, Leggo & City. Ora, non che sia mai stata una fan dei free press, ma da quando sono diventata una pendolare elvetica ho iniziato ad apprezzarne la qualità e una seppur minima utilità sociale.
Gustatevi ora questa selezione di notizie apparse nell’edizione odierna del 20 minutes e non vi sarà difficile capire la ragione del mio moto campanilista. Un consiglio: durante la lettura, pensate alle porcherie che in queste ore sta commettendo l’esercito al Cairo, alle elezioni spagnole, agli indignati di Zuccotti Park…

Dalla prima pagina, titolo grande: Libri per la messa bruciati in chiesa. Sommario lungo: “I parrocchiani della cittadina di Le Châble (460 abitanti, nds*)  sono sotto shock. Durante la notte di sabato, uno o più sconosciuti hanno tentato di dare fuoco al loro luogo di culto. I piromani hanno creato un rogo sull’altare con i libri dei canti, del materiale liturgico e i vangeli. La tavola santa non è resistita alle fiamme, ma un allarme ha permesso di evitare che il fuoco si propagasse.  Disorientata, la curia testimonia”. E qualcuno poteva rimanere “offeso di brutto”, avrebbe aggiunto il buon Rezzonico**.

Sempre dalla prima pagina (con foto): Buemi dà lezioni di guida. Sommario breve: “Il pilota di Formula 1 Sébastien Buemi ha insegnato alla polizia le astuzie per avere sempre successo nelle sterzate…”.

Nella pagina successiva trovo una raffinata vicenda di cronaca nera: Morde il dito di un poliziotto. E leggendo l’articolo scopro le dinamiche della tragedia: “nella notte tra sabato e domenica a Brugg (nel Canton Argovia), tre ragazzi hanno dato del filo da torcere alle forze dell’ordine […] Uno dei giovani ha insultato gli agenti, che lo hanno dovuto ammanettare. Quello si è allora ribellato e ha morso un poliziotto, prima di dare una testata a un altro agente. L’energumeno, uno svizzero di 23 anni, è quindi caduto a terra, ferendosi leggermente”.

Qualche pagina dopo, finalmente una bella notizia: Il bel tempo incanta gli albergatori in montagna. “Era da 147 anni – scrive l’acuto giornalista – che gli svizzeri non godevano di un clima così secco. Per alcuni hotel, in questi mesi solitamente disabitati, è stata una sorpresa divina!”.

E veniamo ora agli Esteri. Tra un Sale la tensione al Cairo, a sette giorni dalle elezioni e Senza illusioni, la Spagna in crisi sceglie la destra, colpisce la mia attenzione, proprio a sinistra della cronaca egiziana, la commuovente storia del cinghiale che, a Toulouse, “ha seminato il panico gettandosi nel Canal du Midi”… E ancora, accanto alle cinque righe dedicate ad Assad il siriano, quasi svengo nel venire a conoscenza che i Marines della base di Victory, in Iraq, hanno oggi consumato il loro “ultimo tacchino con purè”.

A voi l’on(e)ore di commentare.

* nds = nota di Serena
** = Aldo, Giovanni e Giacomo in TV Svizzera – Rezzonico ha il singhiozzo


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3 commenti

Archiviato in Cose svizzere

3 risposte a “Quello che i giornali svizzeri non dicono…

  1. E’ dagli anni dell’università che non prendo in mano Leggo ma ricordo che all’epoca non era raro che il titolo di apertura fosse dedicato al Grande Fratello o al delitto di Cogne. Se gli Svizzeri nella freepresse del basso sensazionalismo si limitano alla cronaca locale, direi che tutto sommato sono inoffensivi. Quanto alla brevità o alla superficialità dedicata agli esteri, tieni conto del fatto che sei tu a cercare gli esteri in quelle pagine, il target su cui la redazione punta è un altro. E’ un po’ come quando vai in una pizzeria rinomata e anziché una margherita con bufala ordini un branzino al sale con carpaccio di verdurine julienne, e poi ti ritrovi nel piatto una schifezza…

    • Cara Mademoiselle, non posso che concordare sulla povertà dei contenuti della free press italiana: senza dubbio non è leggendo Metro o Leggo che si nutre la propria cultura! Eppure, per quanto in entrambi i Paesi si preferisca offrire notizie sensazionali e di cronaca (meglio se nera), ciò che mi sorprende della Confederazione è che la loro “cronaca nera” si limita a un ragazzo che morde il dito a un poliziotto!! Per carità, meglio quello che un massacro familiare “alla Cogne”. Ma bisogna anche riconoscere – e questo mi è stato confermato dai locali stessi – che gli svizzeri sono particolarmente bravi a tenere cachées le informazioni, a fare come se nulla stesse capitando, a continuare a gonfiare la bolla di sapone dentro cui la maggioranza della popolazione vive e che la rende, ai miei occhi, così naïve

  2. paolodn

    Il disgusto aumenta quando la statistica in un posto di lavoro quale il mio conferma che il 90 per cento dei colleghi elvetici ha come unica fonte di informazione tale pseudo-stampa.

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