Incontro con Massoud Akko, blogger e attivista curdo-siriano

“Gli hanno tirato una pallottola in testa ed è morto sul colpo”. Così, sulla chat di Gmail, mi racconta Massoud Akko, giornalista, blogger e attivista per i diritti umani di origine curdo-siriana, che oggi vive in Norvegia come rifugiato politico. La persona che ha ricevuto “una pallottola in testa” è un suo cugino, ucciso in Siria durante una dimostrazione contro il regime di Assad. Storia di ordinaria amministrazione, di questi tempi…

Io e Massoud ci siamo conosciuti a Ginevra, in occasione dell’Universal Periodic Review, il ciclo di assemblee durante le quali, sotto l’egida del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, viene analizzata e discussa la situazione dei diriti umani nei diversi paesi del mondo.

A ottobre Massoud era per l’appunto a Ginevra per seguire l’UPR sulla Siria, un paese completamente militarizzato, dove le truppe per la sicurezza (“the security services”) massacrano liberamente per le strade i cittadini che manifestano per i loro diritti. Da quando è iniziata la Rivoluzione, il 15 marzo 2011 (si veda lo speciale di Global Voices Online), sono stati uccisi più di 3.500 civili, di cui poco meno di 300 sono bambine e bambini e più di 100 donne. Se si conoscono i nomi e i cognomi di questi “martiri” (il sito VDC  in arabo tiene il conto delle vittime giorno dopo giorno), è però difficile sapere quanti sono quei cittadini che sono stati torturati (drammatica è la storia del piccolo Ibrahim), che sono spariti (si veda il caso dei giornalisti siriani, la cui situazione è denunciata da numerosi network che si battono in difesa della libertà di espressione) o che sono stati obbligati ad abbandonare la Siria.

Un anno prima dell’inizio della Rivoluzione, il 21 marzo 2010, dopo aver ricevuto un video scioccante sulla persecuzione dei curdi-siriani, Massoud ha pubblicato un articolo di denuncia che, pochi giorni dopo, lo ha costretto a fuggire dal regime di Assad. È per questo motivo che vive da più di un anno in Norvegia, dove studia il norvegese e sostiene attraverso internet la Rivoluzione siriana. Massoud è in contatto con giornalisti in tutto il Medio Oriente, ma anche con la BBC, la CNN, France24… Il suo lavoro consiste nel ricevere testimonianze dalla Siria – sotto forma di video o messaggi – in tempo reale e nell’inoltrarle ai giornalisti che conosce. Per ricevere e diffondere le informazioni usa tutti gli strumenti offerti dalla rete: le chat di Gmail, Hotmail e Skype, Google Talk, Google+, Twitter e, ovviamente, Facebook (su cui ha aperto un profilo  e una pagina).

Le notizie che Massoud riceve sono registrate e poi diffuse attraverso i telefoni cellulari, più numerosi e popolari dei computer. In particolare, sembrerebbe che siano soprattutto i cellulari satellitari ad andare a ruba, grazie alla possibilità di sfruttare la rete satellitare e sfuggire così ai controlli del regime sulla rete terrestre. A quanto mi è stato raccontato, i cellulari satellitari sarebbero procurati e spediti proprio dagli gli expat siriani…

Ma l’impegno di Massoud ha messo forti radici anche in Nord Europa. Lo scorso settembre, nel parlamento di Stoccolma (parlamento all’interno del quale è deputato Jabar Amin, di origine curdo-irachena), si è riunito per la prima volta un gruppo di una cinquantina di espatriati curdo-siriani provenienti dall’Europa, gli Usa e la Russia con l’obiettivo di creare un network che rafforzi il ruolo della minoranza curda (che costituisce il 5% della popolazione totale) nella battaglia contro Assad.

L’incontro con Massoud mi ha fatto riflettere ancora di più sulla naturalezza con cui ci connettiamo a internet dai nostri computer o cellulari, per comunicare, informarci, rallegrarci o indignarci, aumentando conoscenza e consapevolezza. È in nome di tutti coloro che lottano giornalmente per il sacro diritto di comunicare, di informarsi e di informare senza limiti né censure che non voglio sprecare le risorse che, senza troppi sforzi, ho qui sulla scrivania. Che sia dunque questo primo articolo un augurio di buon lavoro a me, a voi, a chiunque abbia voglia di condividere pensieri&parole!

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4 commenti

Archiviato in Attivi-tà sul web, Cose svizzere

4 risposte a “Incontro con Massoud Akko, blogger e attivista curdo-siriano

  1. Bellissimo articolo e interessante modalità di intervista..
    In bocca al lupo sere!
    saremo tuoi attenti lettori…

  2. paolodn

    Interessantissimo. Non vedo l’ora di leggere il prossimo articolo!
    in bocca al lupo per questo promettente blog!

  3. Grazie ragazzi! Mi fa un enorme piacere sapere che tra i lettori ci sarete anche voi, protagonisti in primo piano del cambiamento ed esigenti cittadini!

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